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Matteotti, a Roma il ricordo a 102 anni dal delitto con una delegazione di Apricena

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Apricena presente a Roma alle celebrazioni per il 102° anniversario del rapimento e dell’uccisione di Giacomo Matteotti. Nella mattinata di mercoledì 10 giugno Michele Lacci, dirigente del Partito Democratico ed ex amministratore comunale, ha partecipato alla commemorazione svolta nel luogo simbolo in cui il deputato socialista venne rapito il 10 giugno 1924. La cerimonia ha visto la presenza, tra gli altri, di Elena e Laura Matteotti, nipoti dello statista, e dell’assessore alla Cultura di Roma, Massimiliano Smeriglio. Per la delegazione apricenese è stata anche l’occasione per rinnovare il legame nato lo scorso anno attorno alla targa commemorativa in Pietra di Apricena collocata sul lungotevere Arnaldo da Brescia.
Nel suo intervento, Lacci ha ricordato il percorso che nel 2025 portò la comunità apricenese a mobilitarsi dopo il danneggiamento della lapide dedicata a Matteotti. In quell’occasione, insieme all’artigiano Pasquale Palazzo, venne promossa la realizzazione di una nuova targa in pietra di Apricena da donare al Comune di Roma.
L’iniziativa nacque come risposta concreta all’atto vandalico che aveva colpito il monumento commemorativo. Attorno al progetto si raccolsero rappresentanti delle istituzioni, dei partiti, dei sindacati e delle associazioni cittadine, uniti dall’obiettivo di riaffermare il valore della memoria storica. La targa realizzata dall’artigiano apricenese fu quindi donata alla Capitale e collocata nel luogo del rapimento del parlamentare socialista.
Quelle targhe sono state ripristinate e ricollocate sotto la tutela della Sovrintendenza. “Sapere che il nome di Apricena e la sua pietra accompagnano il monumento dedicato al deputato socialista che affrontò a viso aperto Mussolini pur di non rinunciare alla propria libertà e alla verità è motivo di grande orgoglio per tutta la nostra comunità”, ha raccontato Lacci, a margine dell’iniziativa. Lacci ha infine ricordato inoltre il legame tra la vicenda di Matteotti e la Capitanata attraverso la figura del giudice Mauro Del Giudice, il magistrato foggiano che condusse le indagini sul delitto.