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Grano duro sotto costo, il sindaco Liggieri lancia l’allarme: “Così gli agricoltori non possono andare avanti”

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Alessandro Liggieri sindaco di Poggio Imperiale
Sono giorni intensi nelle campagne di Poggio Imperiale e dell’Alto Tavoliere, le mietitrebbie sono al lavoro e si è nel pieno della raccolta dei cereali. Ma tra gli agricoltori il tema che domina le discussioni riguarda soprattutto il grano duro e le quotazioni registrate nelle ultime settimane.
Il tema che ritorna sempre è lo stesso: il prezzo.
Da mesi si attendeva l’avvio della Commissione Unica Nazionale (CUN) del grano duro, istituita con l’obiettivo di rendere più trasparente la formazione dei prezzi lungo la filiera. Un passaggio importante e atteso da tutto il comparto.
Oggi, però, la domanda che molti agricoltori si pongono è semplice: può considerarsi equo un prezzo che non copre neppure i costi di produzione?
Secondo le rilevazioni ISMEA, produrre grano duro nel Centro-Sud supera ormai abbondantemente i 30 euro al quintale. Le quotazioni registrate in queste settimane oscillano mediamente tra i 25 e i 28 euro al quintale, ma non mancano segnalazioni di conferimenti pagati anche intorno ai 20 euro al quintale.
Tradotto in termini molto concreti: c’è chi rischia di raccogliere un prodotto che vale meno di quanto sia costato produrlo.
È questo il tema che merita attenzione.
Ringrazio il Consigliere Comunale Ezio Mazzarella per aver portato all’attenzione del dibattito pubblico una questione che in questi giorni viene affrontata quotidianamente nelle aziende agricole e nei centri di conferimento del nostro territorio.
Poggio Imperiale, come gran parte dell’Alto Tavoliere, ha costruito una parte importante della propria economia attorno all’agricoltura. Quando il valore riconosciuto alle produzioni agricole scende sotto i costi di produzione, il problema non riguarda soltanto gli agricoltori ma l’intero sistema economico locale: cooperative, imprese dell’indotto, trasportatori, attività commerciali e famiglie.
La CUN rappresenta certamente un passo avanti sul fronte della trasparenza, ma oggi è necessario aprire una riflessione seria sulla sostenibilità economica delle nostre aziende agricole e sulla necessità che il prezzo riconosciuto a chi produce tenga conto dei reali costi di produzione.
Le istituzioni hanno il dovere di ascoltare il disagio che arriva dalle campagne e di farsi portavoce di una richiesta che appare ragionevole: garantire condizioni che consentano agli agricoltori di continuare a produrre, investire e guardare al futuro con fiducia.
Nessuno può chiedere agli agricoltori di continuare a investire, innovare e restare competitivi se il mercato non riconosce neppure il valore del loro lavoro.
È una riflessione che riguarda il presente delle nostre aziende agricole, ma anche il futuro del nostro territorio.
Alessandro Liggieri
Sindaco di Poggio Imperiale