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Integrazione migranti, Apricena cerca case: al via il bando per il recupero degli edifici privati

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La famiglia è in viaggio sulla stazione freepik

Apricena punta sul welfare abitativo con una mossa che non mancherà di far discutere. La giunta guidata dal sindaco Antonio Potenza ha deliberato ufficialmente la partecipazione al bando regionale “Puglia Accogliente”, un piano da 40 milioni di euro che mira a superare l’emergenza abitativa dei lavoratori stranieri attraverso il recupero di immobili privati. La strategia è chiara: il Comune cercherà edifici in centro storico o aree urbane da acquisire in comodato d’uso gratuito per un decennio. In cambio, i proprietari vedranno i propri immobili ristrutturati a spese della Regione, con finanziamenti che possono toccare i 3 milioni di euro per progetto. Un’operazione di rigenerazione che, sulla carta, promette di trasformare il volto di diversi stabili in disuso. Eppure, dietro il tecnicismo del bando, si apre una riflessione di natura politica e sociale che tocca la sensibilità della comunità locale. La gestione del fenomeno migratorio, in un territorio che da anni fa i conti con le dinamiche complesse del lavoro stagionale, resta un tema tra i più spinosi e polarizzanti. Proprio in ragione di questa delicatezza, sorge spontaneo un interrogativo: era la delibera di giunta la sede più appropriata, o sarebbe stato invece opportuno un percorso di ascolto differente? In una fase in cui la coesione sociale è messa a dura prova, un processo partecipativo e democratico avrebbe potuto rappresentare un valore aggiunto, permettendo ai cittadini di confrontarsi apertamente su un tema che incide direttamente sul tessuto urbano e sulla convivenza civile. Coinvolgere la popolazione non avrebbe solo significato trasparenza, ma anche un esercizio di democrazia matura, essenziale quando le decisioni pubbliche toccano i nervi scoperti di una comunità. Resta da vedere come i privati risponderanno all’appello di Palazzo di Città. Se da una parte c’è l’indiscutibile vantaggio economico della riqualificazione a costo zero, dall’altra c’è l’impegno decennale di un utilizzo che, inevitabilmente, porterà il dibattito sull’integrazione dentro le mura del centro apricenese. Una scommessa ambiziosa, che il Comune ha deciso di avviare con determinazione, ma su cui il confronto con la piazza, forse, avrebbe meritato più spazio.