Dalla terra all’asfalto: quando i costi di produzione esplodono e il lavoro viene svalutato, a fermarsi non è solo una categoria, ma l’intera spina dorsale del nostro Paese.
Oggi la filiera agroalimentare e la logistica vivono una tempesta perfetta che non possiamo più fingere di ignorare.
Il gasolio agricolo e i fertilizzanti hanno raggiunto costi insostenibili. Chi lavora la terra è costretto ad anticipare spese vertiginose senza alcuna garanzia di margine. A questo si aggiunge la piaga del nostro olio extravergine d’oliva, un patrimonio identitario e salutistico unico, costantemente mortificato dall’invasione di olio estero a basso costo e da logiche di mercato che premiano il ribasso a scapito della qualità e della trasparenza.
Il caro carburanti sta stritolando il comparto dell’autotrasporto. Viaggiare oggi significa spesso farlo in perdita, azzerando il reddito di migliaia di famiglie e imprese.
Senza trasportatori, il cibo non arriva sulle tavole, le fabbriche non ricevono materie prime e l’economia si blocca.
Agricoltori e autotrasportatori sono due anelli della stessa catena vitale: chi genera valore dal suolo e chi lo connette ai territori e ai mercati.
Se crolla la loro sostenibilità economica, crolla la nostra sovranità alimentare e la tenuta stessa del sistema.
Piena e convinta solidarietà a chi in questi giorni sta manifestando e facendo sentire la propria voce.
Esprimiamo preoccupazione per la carenza di cibo nei supermercati e per il ritardo nelle operazioni di preparazione dei terreni a causa dell’aumento dei prezzi dei semi e dei fertilizzanti”.
Questa mobilitazione non è una protesta di settore: è un grido d’allarme per difendere la dignità del lavoro, la qualità del vero Made in Italy e il futuro della nostra economia reale.




