Home Comunicati Apricena, un anno di scontri: la politica ritrovi il senso del servizio

Apricena, un anno di scontri: la politica ritrovi il senso del servizio

Editoriale di Michele Sales

Dalla candidatura regionale annunciata e poi ritirata da Ada Soccio alle fratture in Consiglio, fino alle polemiche di questi giorni: una riflessione rivolta ad amministratori e cittadini. Perché, mentre la politica si divide, la comunità aspetta risposte.

Il 7 ottobre 2025 la vicesindaca di Apricena, Agata Ada Soccio, annunciava la candidatura al Consiglio regionale nella lista civica a sostegno di Antonio Decaro. Una scelta che, nelle sue parole, nasceva dalla volontà di mettere la propria esperienza al servizio della Puglia. Quel passaggio avrebbe aperto una stagione di tensioni che, a distanza di un anno, non sembra ancora conclusa.

La candidatura fu poi ritirata. Soccio denunciò pressioni politiche e il rischio di una revoca delle deleghe; il sindaco Antonio Potenza ha fornito una propria ricostruzione della vicenda. Nel dicembre 2025, dopo la revoca degli incarichi di vicesindaca e assessora, un comitato promosse una manifestazione di solidarietà nei suoi confronti. Sono accuse e versioni contrapposte che appartengono alla cronaca politica di questi mesi e che vanno presentate come tali.

La rottura portò Soccio e il consigliere Vincenzo Ferullo all’opposizione e alla nascita di Apricena Futura. Per un periodo, la maggioranza guidata da Potenza si trovò a reggere con un margine ristretto. Poi la vicenda consiliare di Ferullo, dichiarato decaduto per incompatibilità dal Consiglio comunale il 27 marzo 2026, e l’ingresso di Paolo Dell’Erba modificarono nuovamente gli equilibri. Anche su quel passaggio non sono mancate letture politiche divergenti: l’atto è stato deliberato dal Consiglio, mentre le opposizioni ne hanno contestato le motivazioni e le modalità.

Intanto, lo scontro tra Potenza e Matteo Bianchi, un tempo considerato vicino al sindaco, si è aggiunto a una lunga sequenza di attacchi, repliche e contrattacchi. Nelle ultime settimane si sono susseguiti articoli d’inchiesta sull’attività del sindaco, sia politica sia professionale, i cui contenuti richiedono verifiche e riscontri. Di fronte a queste ricostruzioni, il primo cittadino finora non ha rilasciato dichiarazioni pubbliche ai cittadini. In questi giorni il Partito Democratico ha contestato le posizioni di Soccio sulla trasparenza, mentre la consigliera Alfonsina Zuccarino ha preso le distanze da una politica fatta di scontri e polemiche. Segnali diversi, ma accomunati da una domanda: quanto spazio resta, in questo clima, per discutere dei problemi concreti della città?

Potenza è al quarto mandato da sindaco, il terzo consecutivo. È una figura che suscita giudizi molto diversi, dentro e fuori Apricena. Ma al di là delle simpatie e delle appartenenze, un’amministrazione si misura soprattutto sulla capacità di governare, ascoltare e dare risposte. E un’opposizione sulla capacità di controllare e proporre, senza ridurre ogni confronto a una contesa personale.

La domanda da porsi riguarda tutti: quanto interessa ai cittadini assistere a questa lunga guerra politica? Le tensioni possono appassionare per qualche giorno, ma difficilmente migliorano la vita quotidiana. Le famiglie chiedono attenzione, i lavoratori fanno i conti con il caro carburante e con una crisi economica che pesa sui bilanci. Le imprese e il mondo agricolo chiedono ascolto. I giovani, invece, hanno bisogno di motivi per restare e costruire qui il proprio futuro.

Anche i numeri demografici invitano a guardare oltre la polemica: secondo i dati indicati, Apricena conta circa 12.486 residenti al 1° gennaio 2026, contro i 12.681 del 2021: 195 persone in meno, circa l’1,5%. Un dato che non spiega da solo le difficoltà della comunità, ma ricorda quanto sia importante creare prospettive, servizi e fiducia.

Agli amministratori, di maggioranza e opposizione, spetta il compito di riportare il confronto sui temi che riguardano la città. Ai cittadini spetta quello di chiedere conto delle scelte, senza lasciarsi trascinare nel tifo da una parte o dall’altra. La politica locale può essere aspra, ma non dovrebbe perdere di vista la sua ragione d’essere: occuparsi della comunità.

Apricena ha bisogno di meno rumore e di più dialogo. Di un confronto anche duro, purché rispettoso e utile. Perché, alla fine, le polemiche passano; i problemi dei cittadini restano.