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Ad Apricena redditi tra i più bassi di tutta la Puglia e mille abitanti in meno in 10 anni

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Un reddito medio che cresce lentamente e resta fortemente condizionato dall’aumento del costo della vita e una popolazione residente diminuita di oltre mille unità dal 2012. Gli ultimi dati del Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef), che analizzano i redditi medi per Comune, restituiscono l’immagine di una Puglia che procede a velocità diverse tra le varie province. In questo contesto, Foggia si conferma maglia nera e Apricena continua a faticare, sia a livello provinciale che regionale.
La città di Apricena si colloca al 216° posto su 257 Comuni pugliesi, con un reddito medio di circa 17.300 euro per contribuente. Un dato in linea con la media provinciale (circa 17.000 euro), ma inferiore a quella regionale, che si attesta intorno ai 18.100 euro. Anche nel confronto interno alla provincia di Foggia, Apricena resta nella metà bassa della classifica: 37ª su 61 Comuni. Fa meglio di centri come Lesina, San Paolo di Civitate e Poggio Imperiale, ma rimane distante da realtà più solide come San Severo (circa 18.500 euro) e Torremaggiore (circa 17.800 euro).
Guardando alla serie storica, il reddito medio appare in crescita: dai 13.785 euro del 2012 ai 17.300 del 2024. Tuttavia, questo incremento va letto alla luce delle crisi degli ultimi anni, che hanno fatto lievitare prezzi e spese quotidiane, erodendo il potere d’acquisto e rendendo solo apparente il miglioramento.
L’evoluzione nel tempo mostra fasi distinte: una sostanziale stagnazione tra il 2012 e il 2016; una crescita moderata tra il 2017 e il 2019; una flessione nel 2020 legata alla pandemia; infine, una ripresa tra il 2021 e il 2024, sostenuta anche dall’attivazione di cantieri legati al Superbonus 110% e al PNRR.
In sintesi, nonostante gli investimenti pubblici e i finanziamenti regionali degli ultimi anni, Apricena resta collocata in una fascia medio-bassa sia in Puglia che in Capitanata. Il rischio è quello di un progressivo ampliamento delle difficoltà economiche per molte famiglie, in un territorio tra i meno dinamici della regione, dove le disuguaglianze potrebbero continuare a crescere.
Giuseppe Del Fuoco