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POGGIO IMPERIALE, LA PIA UNIONE DI SAN PLACIDO E SAN MICHELE CHIEDE CHIAREZZA: «DA ANNI SENZA ABITO E FUORI DALLE PROCESSIONI»

La Pia Unione di San Placido e San Michele chiede chiarezza sul proprio futuro e sulla partecipazione alle celebrazioni religiose
La Pia Unione di San Placido e San Michele, realtà devozionale profondamente legata alla storia religiosa e alla tradizione della comunità di Poggio Imperiale, ritiene doveroso rendere pubblica una situazione che si protrae ormai da diversi anni e che sta incidendo significativamente sulla possibilità della congrega di svolgere pienamente la propria attività e di rappresentare pubblicamente la propria identità nelle celebrazioni religiose.
Da diversi anni, infatti, ai membri della Pia Unione non è consentito indossare l’abito tradizionale e partecipare alle processioni dell’unica parrocchia del paese. Una situazione che, nel tempo, ha generato interrogativi, amarezza e un progressivo senso di scoraggiamento tra i confratelli, soprattutto considerando il legame storico e devozionale che unisce la Pia Unione alle celebrazioni dei Santi Patroni e alla vita religiosa della comunità.
La Pia Unione intende precisare che non è sua intenzione alimentare contrapposizioni personali né creare conflitti all’interno della comunità ecclesiale. Al contrario, proprio per rispetto verso la Chiesa, verso la comunità e verso le tradizioni religiose locali, si è scelto per lungo tempo di affrontare la questione nelle sedi opportune, con discrezione e nel rispetto dei ruoli.
Tuttavia, il protrarsi della situazione rende oggi necessario chiedere pubblicamente chiarezza sul ruolo, sulla possibilità di continuare a operare e sulle modalità con cui la Pia Unione potrà partecipare alle celebrazioni e alle processioni che avvengono a Poggio Imperiale.
La questione non riguarda semplicemente un abito.
L’abito rappresenta, per i membri della Pia Unione, un segno esteriore di appartenenza, servizio, devozione e continuità con una tradizione religiosa che affonda le proprie radici nella storia della comunità. Allo stesso modo, la partecipazione alle processioni non viene considerata un privilegio, ma una forma di servizio e di testimonianza pubblica della propria devozione.
La Pia Unione ha continuato negli anni a promuovere iniziative di carattere religioso, culturale e caritativo, cercando di mantenere vivo il culto dei Santi Patroni e il rapporto con la comunità. Proprio per questo, appare legittimo domandarsi quale debba essere oggi il futuro di una realtà che continua a operare ma che, nello stesso tempo, non può esprimere pubblicamente una parte importante della propria identità tradizionale.
È nostra intenzione ribadire che nessuna responsabilità personale viene attribuita attraverso questo comunicato, né si intende mettere in discussione l’autorità o il ruolo di alcuno. Le decisioni riguardanti la vita liturgica e le celebrazioni della comunità appartengono alle competenti autorità ecclesiastiche e vengono da noi rispettate.
Allo stesso tempo, riteniamo che il rispetto dell’autorità ecclesiastica possa e debba accompagnarsi alla possibilità, per una realtà associativa e religiosa presente da anni nella comunità, di conoscere con chiarezza le ragioni delle decisioni che la riguardano e soprattutto di comprendere quale spazio le sia riconosciuto nel futuro della vita religiosa locale.
Per questo motivo, la Pia Unione rinnova la propria disponibilità al dialogo con il parroco e con l’autorità diocesana, auspicando un confronto sereno e costruttivo che possa permettere di superare l’attuale situazione.
Non chiediamo privilegi.
Chiediamo chiarezza, rispetto e la possibilità di continuare a servire la comunità nel rispetto delle norme della Chiesa e delle decisioni delle autorità competenti.
Chiediamo inoltre che venga chiarito se e in quali modalità la Pia Unione potrà tornare a indossare il proprio abito e partecipare alle processioni, affinché gli associati possano conoscere con certezza il futuro della propria realtà e continuare, laddove possibile, il cammino intrapreso.
La Pia Unione di San Placido e San Michele non intende rinunciare alla propria storia, alla propria devozione e al proprio impegno nella comunità e non lo farà. Al tempo stesso, ritiene che una tradizione religiosa possa essere mantenuta viva soltanto attraverso il dialogo, la collaborazione e il riconoscimento reciproco.
È con questo spirito che intendiamo affrontare il futuro: senza contrapposizioni, senza polemiche personali, ma con la volontà di preservare una parte della storia religiosa di Poggio Imperiale e di continuare, nel rispetto della Chiesa e della comunità, a mettersi al servizio di entrambi.
Poggio Imperiale, 3 Ottobre 2026.
La Pia Unione di San Placido e San Michele