L’Amministrazione comunale di Apricena ha pubblicato l’avviso per l’iscrizione al servizio di trasporto scolastico per l’anno 2026/2027, confermando un contributo di 50 euro annui a carico delle famiglie.
Una domanda sorge spontanea: perché i cittadini devono pagare un servizio essenziale come lo scuolabus?
Da quando il sindaco Antonio Potenza guida la città, il trasporto scolastico è diventato un servizio a pagamento. Una scelta politica ben precisa, che pesa sulle famiglie in un momento storico in cui il costo della vita continua ad aumentare.
Noi pensiamo che le priorità dovrebbero essere altre.
Se davvero si volesse dare un segnale concreto alle famiglie, basterebbe iniziare dalla politica. Sarebbe sufficiente ridurre le indennità del sindaco, degli assessori e le altre spese della macchina politica per reperire le risorse necessarie a garantire uno scuolabus gratuito.
È una questione di scelte.
Ogni amministrazione decide dove destinare il denaro pubblico: c’è chi preferisce tutelare i propri compensi e chi, invece, metterebbe al primo posto il diritto allo studio e il sostegno alle famiglie.
Per noi la risposta è semplice:
Prima i bambini. Poi gli stipendi della politica.
Perché accompagnare un bambino a scuola non dovrebbe essere considerato un servizio da far pagare, ma un investimento sulla comunità, sull’istruzione e sul futuro della città.
Continueremo a chiedere che il Comune riveda questa decisione e renda il trasporto scolastico gratuito, finanziandolo attraverso una riduzione dei costi della politica e una diversa allocazione delle risorse comunali.
Le famiglie hanno già dato abbastanza.
Ora tocca alla politica dare il buon esempio.
(Comunicato stampa Partito Democratico Apricena)




