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Pasqua: “Aprinews deve restare una voce libera: la stampa non si piega”

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Ad Apricena si riapre una questione che tocca il cuore stesso della vita democratica: il ruolo della stampa e il suo diritto di esistere senza condizionamenti. Le recenti dichiarazioni del sindaco hanno sollevato interrogativi che non possono essere archiviati come semplice dialettica politica. In gioco non c’è solo una testata, ma un principio: la libertà di informazione.

Aprinews rappresenta, da tempo, uno spazio di racconto del territorio, delle sue criticità e delle sue risorse. Una voce che, come ogni organo di informazione, può essere discussa, criticata, persino contestata – ma mai delegittimata nel suo diritto di esistere.

In un paese libero, la stampa non è ancella del potere. È, al contrario, uno dei suoi contrappesi fondamentali. Quando il dissenso viene percepito come attacco, si rischia di scivolare verso una visione fragile della democrazia, dove il confronto lascia spazio alla difesa identitaria del ruolo istituzionale.

Non si tratta di stabilire chi abbia ragione nel merito delle singole notizie o interpretazioni. Si tratta di difendere un perimetro: quello in cui il giornalismo può svolgere la sua funzione senza pressioni, senza intimidazioni, senza il timore di essere ridotto al silenzio.

La storia insegna che la qualità di una comunità si misura anche dalla capacità di tollerare – e anzi valorizzare – le voci critiche. Un’informazione libera non indebolisce un’amministrazione: la rende più trasparente, più responsabile, più credibile.

Per questo, oggi più che mai, è necessario ribadire un principio semplice e non negoziabile: Aprinews deve restare una voce libera. Perché senza stampa libera, non esiste un paese davvero libero.