Anche quest’anno, in occasione della tradizionale processione del Venerdì Santo del 3 aprile, la comunità di Apricena si prepara a vivere uno dei momenti più intensi e toccanti dell’anno. Le “30 pie donne” saranno nuovamente presenti, offrendo una testimonianza profonda di fede che accompagna i cittadini in un clima di silenzio, raccoglimento ed emozione condivisa. La conferma della loro presenza arriva grazie all’impegno e alla dedizione di don Mario Ardolino, che dall’anno scorso ha voluto inserire questa significativa tradizione, contribuendo a rafforzare il legame tra la celebrazione e la
spiritualità popolare. Le pie donne rappresentano le donne che, secondo la tradizione evangelica, accompagnarono Gesù durante la Passione e rimasero fedeli fino al momento della Crocifissione, incarnando il dolore composto, la pietà e la devozione. Particolarmente suggestivo è anche il loro abbigliamento: indossano lunghi abiti neri, simbolo di lutto e raccoglimento, spesso accompagnati da veli che coprono il capo, a richiamare il dolore e il rispetto per il sacrificio di Cristo. Tra i simboli che caratterizzano la loro presenza vi sono oggetti legati alla Passione, come il fazzoletto, segno di pianto e sofferenza, insieme ad altri elementi fortemente evocativi: i chiodi, la croce, la corona di spine, la tenaglia e la spugna, tutti richiami concreti ai momenti della Crocifissione e al sacrificio di Cristo. Per i cittadini di Apricena, la processione rappresenta un momento di profonda partecipazione spirituale: il passo lento, il silenzio e l’intensità dei gesti creano un’occasione unica di riflessione sulla Passione di Cristo, rafforzando la fede personale e il senso di appartenenza alla comunità. Questo appuntamento annuale diventa così un vero e proprio momento sacro, capace di unire generazioni diverse nel segno della devozione e della continuità della tradizione religiosa locale.
spiritualità popolare. Le pie donne rappresentano le donne che, secondo la tradizione evangelica, accompagnarono Gesù durante la Passione e rimasero fedeli fino al momento della Crocifissione, incarnando il dolore composto, la pietà e la devozione. Particolarmente suggestivo è anche il loro abbigliamento: indossano lunghi abiti neri, simbolo di lutto e raccoglimento, spesso accompagnati da veli che coprono il capo, a richiamare il dolore e il rispetto per il sacrificio di Cristo. Tra i simboli che caratterizzano la loro presenza vi sono oggetti legati alla Passione, come il fazzoletto, segno di pianto e sofferenza, insieme ad altri elementi fortemente evocativi: i chiodi, la croce, la corona di spine, la tenaglia e la spugna, tutti richiami concreti ai momenti della Crocifissione e al sacrificio di Cristo. Per i cittadini di Apricena, la processione rappresenta un momento di profonda partecipazione spirituale: il passo lento, il silenzio e l’intensità dei gesti creano un’occasione unica di riflessione sulla Passione di Cristo, rafforzando la fede personale e il senso di appartenenza alla comunità. Questo appuntamento annuale diventa così un vero e proprio momento sacro, capace di unire generazioni diverse nel segno della devozione e della continuità della tradizione religiosa locale.Cosima Potenza




