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Apricena. Ada Soccio Quando il Comune decide cosa è “verità”: polemica sulla stampa libera

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AD APRICENA IL SINDACO CANCELLA COMPLETAMENTE LA DEMOCRAZIA

Con un comunicato Facebook, il Comune di Apricena ha deciso che in città esiste una sola voce: la sua. Scrive che “le uniche comunicazioni ufficiali e autentiche” sono quelle istituzionali. Poi attacca Aprinews, colpevole di essere una testata libera. La bolla come “di parte” e invita i cittadini a ignorarla.

Il problema è tutto qui: un sindaco che dice ai cittadini cosa leggere.

In democrazia non esiste il monopolio dell’informazione. Un’Amministrazione non certifica la “verità”. Un’Amministrazione governa. Punto. La stampa ha il dovere di raccontare, controllare, criticare. Anche quando al sindaco non piace.

Definire “di parte” un giornale libero solo perché non passa dall’ufficio stampa del Comune è il segnale che qualcosa si è rotto. Ad Apricena la pluralità è diventata un fastidio. Il confronto è diventato un attacco. La critica è diventata “disinformazione”.

Ma la democrazia vive di voci diverse. Vive di cittadini che leggono più fonti, che confrontano, che scelgono. Non vive di bollettini ufficiali spacciati per Vangelo.

Quando un sindaco usa i canali istituzionali, pagati da tutti, per screditare una testata scomoda, non fa trasparenza. Fa censura. Dice alla città o con me, o contro la verità.

Ad Apricena oggi la democrazia è sospesa. Perché dove c’è una sola voce autorizzata, non c’è libertà. C’è propaganda.

Un giornale non deve essere “espressione dell’Ente”. Deve essere espressione della città. Tutta. Anche di chi non applaude.

La mia solidarietà ad Aprinews e a ogni voce indipendente. Perché senza stampa indipendente, non esiste Comune libero. Esiste solo un palazzo chiuso.

Agata Soccio – Consigliere Comunale Apricena Futura