Home Comunicati Oltre 64 mila pannelli e 63 ettari di estensione: il Governo autorizza...

Oltre 64 mila pannelli e 63 ettari di estensione: il Governo autorizza il maxi impianto di Apricena

324

Apricena, via libera al grande parco solare: il Governo chiude la partita ambientale

Via libera al grande parco solare. Con esito positivo della Valutazione di Impatto Ambientale PNIEC PNRR il progetto “Apricena 02” , un impianto fotovoltaico da 25,67 MW con accumulo da 50 MW e opere di connessione alla rete nei comuni di Apricena e San Paolo di Civitate, supera uno degli ultimi passaggi più delicati del suo iter autorizzativo. Il provvedimento arriva dopo un lungo lavoro istruttorio che aveva già messo in chiaro la portata dell’intervento: circa 63 ettari di superficie interessata, oltre 64 mila pannelli, tracker monoassiali, un sistema di storage elettrochimico e un cavidotto interrato di circa 8,1 chilometri per raggiungere la sottostazione di connessione. Attorno al progetto si muove anche un impianto agricolo integrato, con colture orticole, oliveto, frutteto e apicoltura, nella formula dell’agrivoltaico che il proponente presenta come sintesi tra produzione di energia e uso produttivo del suolo. La commissione tecnica PNRR PNIEC, nel parere già acquisito, aveva riconosciuto la coerenza dell’opera con gli obiettivi di decarbonizzazione e con il percorso delineato dal PNIEC, ma aveva anche imposto una serie di condizioni ambientali molto precise. Tra queste, il rafforzamento delle misure di mitigazione paesaggistica, la cura del monitoraggio faunistico, una gestione rigorosa delle terre e rocce da scavo, la verifica idraulica dell’area e la necessità di limitare ogni ulteriore consumo di suolo non strettamente indispensabile. La nuova conclusione positiva della procedura cambia però il quadro politico-amministrativo: non si tratta più soltanto di un progetto valutato tecnicamente, ma di un intervento che ha ottenuto il disco verde finale nell’ambito di una scelta nazionale sulle rinnovabili. Il Consiglio dei ministri aveva già affrontato il dossier il 4 giugno 2026, in presenza di valutazioni contrastanti tra amministrazioni, e il decreto del 19 giugno rende ora definitivo l’esito favorevole della VIA. Sul territorio la vicenda resta significativa anche per il suo valore simbolico. Da un lato c’è la promessa di investimenti, occupazione e nuova capacità di accumulo; dall’altro la trasformazione di una vasta porzione di campagna in un’infrastruttura energetica di grande scala. Il punto, come spesso accade nei dossier più complessi della transizione, non è soltanto dire sì o no, ma stabilire a quali condizioni l’energia pulita possa convivere con il paesaggio, l’agricoltura e le esigenze delle comunità locali.