Un gesto che lascia senza parole e che apre interrogativi pesanti sul livello di civiltà e sicurezza in città. Nella notte tra il 21 e il 22 aprile, in via Togliatti ad Apricena, ignoti hanno rubato lo scooter elettrico di un uomo disabile, colpendolo nel modo più crudele: privandolo della sua autonomia.
Il mezzo, una carrozzina elettrica utilizzata quotidianamente da un 56enne del posto, rappresentava molto più di un semplice veicolo. «Per me è tutto», è lo sfogo amaro della vittima, affetta da disabilità totale e portatrice di una protesi a una gamba.
Il furto è stato denunciato ai carabinieri, che hanno immediatamente avviato le indagini per risalire ai responsabili. Ma al di là dell’aspetto investigativo, resta l’indignazione per un episodio che colpisce una delle persone più fragili della comunità.
Il mezzo rubato ha circa due anni di vita ed è facilmente riconoscibile per il rivestimento del sedile rovinato. Da qui l’appello: chiunque abbia visto qualcosa o sia in grado di fornire informazioni utili è invitato a farsi avanti.
Un fatto grave che riaccende il dibattito sulla sicurezza urbana ad Apricena, ma soprattutto sul rispetto e sull’umanità. Perché rubare a un disabile non è solo un reato: è il segno di un’inciviltà che non può e non deve essere ignorata.




