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L’ASP “Dr. Vincenzo Zaccagnino” nella Consulta Nazionale dei Distretti del Cibo come osservatore esterno

L’ASP “Dr. Vincenzo Zaccagnino” partecipa, in qualità di osservatore esterno, ai lavori della Consulta Nazionale dei Distretti del Cibo, rafforzando il proprio impegno nella valorizzazione delle filiere agroalimentari italiane, nella tutela delle produzioni agricole e nella promozione di modelli di sviluppo capaci di coniugare economia, salute, sostenibilità e identità territoriale.

Una partecipazione che rappresenta un’importante opportunità di confronto e collaborazione all’interno di una rete nazionale strategica per il futuro del sistema agroalimentare.

Desidero rivolgere un sincero ringraziamento al Presidente nazionale Angelo Barone, a tutti i componenti del Consiglio e all’intera struttura tecnica e organizzativa della Consulta, nella persona di Maria Grazia Pavone, per l’accoglienza, la disponibilità e lo spirito di collaborazione.

In una fase storica particolarmente complessa per l’agricoltura italiana, caratterizzata dall’aumento dei costi di produzione, dalla volatilità dei prezzi delle materie prime e dalle crescenti difficoltà di competitività sui mercati internazionali, i Distretti del Cibo possono assumere un ruolo sempre più determinante.

È arrivato il momento di fare sistema, superare la frammentazione del mondo agricolo e costruire una rappresentanza collettiva forte, autorevole e capace di incidere sulle politiche economiche nazionali ed europee.

I Distretti del Cibo possono diventare una vera e propria lobby positiva dell’agroalimentare italiano: uno strumento di aggregazione tra produttori, trasformatori, imprese e istituzioni, capace di tutelare gli interessi delle filiere e affrontare con maggiore forza le crisi dei mercati.

Ma soprattutto possono contribuire a costruire una nuova visione del Made in Italy agroalimentare, fondata non soltanto sull’eccellenza delle produzioni, ma anche sulla loro riconoscibilità e sulla garanzia della qualità.

Occorre rafforzare gli strumenti di tracciabilità e certificazione dell’origine delle materie prime, valorizzare le produzioni autenticamente italiane, contrastare le pratiche commerciali ingannevoli e promuovere sistemi rigorosi di controllo della sicurezza e della salubrità degli alimenti.

Il consumatore deve poter conoscere ciò che mangia, da dove proviene e attraverso quali processi produttivi arriva sulla sua tavola. E il produttore italiano deve poter ottenere un riconoscimento economico adeguato alla qualità, alla sicurezza e al valore del proprio lavoro.

In questa prospettiva, la Dieta Mediterranea rappresenta un riferimento culturale e strategico straordinario: non soltanto un modello alimentare riconosciuto per i suoi benefici sulla salute, ma un patrimonio di conoscenze, tradizioni, biodiversità, paesaggi e relazioni sociali che tiene insieme agricoltura, economia, ambiente e benessere delle comunità.

È proprio questa la visione che guida da anni l’attività dell’ASP Zaccagnino, un’istituzione che, attraverso la gestione di un importante patrimonio agricolo, la valorizzazione del grano duro italiano, degli oliveti storici e delle produzioni territoriali, ha costruito un modello nel quale l’agricoltura genera valore economico, ma anche valore sociale.

Un modello nel quale produzione agricola, filiere certificate, educazione alimentare, solidarietà e welfare alimentare diventano componenti di un’unica strategia di sviluppo.

La partecipazione alla Consulta Nazionale dei Distretti del Cibo rappresenta quindi un ulteriore passo verso il consolidamento di alleanze territoriali e nazionali, nella convinzione che soltanto attraverso la cooperazione e una rappresentanza organizzata sarà possibile restituire centralità al settore primario.

Dobbiamo smettere di considerare il cibo italiano soltanto come una merce il cui prezzo viene determinato dai mercati globali. Il nostro cibo possiede un valore che incorpora lavoro, cultura, identità, salute, paesaggio e futuro. Ed è questo valore che abbiamo il dovere di difendere.

Perché tutelare l’agricoltura italiana significa tutelare molto più di un settore produttivo: significa difendere il diritto delle nostre comunità a continuare a vivere, lavorare e produrre nei propri territori.

Il futuro dell’agroalimentare italiano non si costruisce da soli. Si costruisce insieme.