Sta facendo discutere il post pubblicato questa mattina sulla pagina social del Comune di Apricena e firmato dall’assessore all’Ambiente, con il quale viene denunciato il transito di biciclette e altri mezzi lungo Corso Roma, area pedonale della città.
Il messaggio dell’assessore è netto: «Corso Roma non è una pista. La tolleranza è finita». Nel post si evidenzia come biciclette e altri mezzi continuerebbero a percorrere l’area pedonale mettendo a rischio bambini, famiglie e cittadini. Viene inoltre annunciata una stretta sui controlli: «Le telecamere di videosorveglianza hanno ripreso tutto. I trasgressori saranno identificati e riceveranno direttamente a casa i provvedimenti previsti».
Un principio appare fuori discussione: le regole vanno rispettate da tutti, anche quando si utilizzano biciclette e monopattini negli spazi destinati ai pedoni. A suscitare perplessità tra diversi cittadini sono stati però soprattutto i toni utilizzati e le immagini pubblicate a corredo del post, dalle quali sembrerebbero emergere prevalentemente bambini e giovanissimi.
Da qui il dibattito: è giusto pretendere il rispetto delle regole, ma è altrettanto opportuno interrogarsi sulla proporzione del messaggio e sulle priorità in materia di sicurezza, soprattutto alla luce dei più seri episodi che negli ultimi tempi hanno interessato la città sul fronte dell’ordine pubblico.
A replicare pubblicamente è stata Ada Soccio, consigliera comunale di Apricena Futura, che non mette in discussione la necessità di rispettare le norme, ma contesta duramente l’impostazione scelta.
«Va bene richiamare al rispetto delle regole, ma “tolleranza zero” rivolta a bambini e ragazzini mi sembra davvero esagerato. La tolleranza zero usatela per le cose gravi. Per gli adulti che non rispettano le regole, per chi crea davvero degrado e insicurezza anche nelle ore notturne», afferma Soccio.
La consigliera richiama quindi un problema che, a suo giudizio, preoccupa maggiormente le famiglie: «Ad Apricena ci sono madri che la notte non dormono tranquille. Madri che aspettano sveglie con il cuore in gola il figlio che è uscito, perché hanno paura a farlo uscire la sera. Questa è la vera insicurezza che le famiglie vivono».
Infine la stoccata politica: «Se la tolleranza è davvero finita e le telecamere riprendono tutto, dimostriamolo su questo! Dimostrate di punire prima gli adulti, che hanno il compito di educare i bambini. Prima ridateci la sicurezza. Poi pensiamo alle biciclette!»
La vicenda apre dunque una riflessione che va oltre Corso Roma. Le regole devono essere rispettate e la sicurezza dei pedoni tutelata, ma quando protagonisti di comportamenti scorretti sono bambini e ragazzi, al controllo e alle eventuali sanzioni dovrebbe affiancarsi una forte azione educativa, chiamando in causa innanzitutto le responsabilità degli adulti.
Il senso civico si costruisce facendo rispettare le regole, ma anche insegnando ai più giovani perché quelle regole esistono.




