Apricena, il paese che corre ma perde abitanti
Di sicuro, Apricena non somiglia al cliché del comune fermo. Ha una tradizione produttiva forte, legata al comparto lapideo: il bacino di Apricena è indicato dalla Regione Puglia come il più importante del Sud Italia e il secondo a livello nazionale, con una produzione che rappresenta una quota rilevante del materiale lapideo regionale e nazionale.
A questo si aggiunge un’attività amministrativa visibile: OpenPNRR registra 69 progetti sul territorio comunale, con interventi che toccano infrastrutture, scuola, impresa, inclusione sociale, transizione ecologica e sanità.
Eppure, dietro l’immagine di un centro dinamico, Apricena fa i conti con un fenomeno silenzioso ma costante: la perdita di popolazione. Secondo le elaborazioni su dati ISTAT, il Comune è passato dai 13.694 residenti del 2010 ai 12.466 del 2024. Dal 2018 è stabilmente sotto quota 13 mila. Nello stesso 2024 si contano 5.311 famiglie, con una media di appena 2,35 componenti: un dato che racconta nuclei sempre più piccoli, anziani soli, giovani che escono dal paese per studio, lavoro o nuove opportunità.
La spia più evidente, per chi attraversa le strade del centro e delle zone residenziali, è il numero crescente di abitazioni in vendita.
I portali immobiliari non sono un catasto e possono contenere duplicazioni, ma restituiscono comunque una fotografia piuttosto eloquente: sui principali siti del settore, ad Apricena risultano oggi oltre 70 annunci di case messe sul mercato.
Per un comune di poco più di dodicimila abitanti, è un segnale che non passa inosservato.
Le cause non si riducono a una sola. La prima è demografica. Nel 2024 ad Apricena sono nati 79 bambini e sono morte 157 persone: il saldo naturale è negativo per 78 unità. È una tendenza che si ripete da anni e che si inserisce in un quadro nazionale difficile, segnato dal calo della natalità e dall’invecchiamento della popolazione. L’indice di vecchiaia del Comune, nel 2025, è pari a 187 anziani ogni 100 giovani sotto i 15 anni.
Poi c’è il lavoro. Non sempre mancano imprese o iniziativa economica; spesso manca la possibilità di costruire un progetto di vita stabile.
Il contesto provinciale resta fragile: nel 2024, in provincia di Foggia, il tasso di occupazione 15-64 anni è al 47,4%, con disoccupazione al 16,3% e inattività al 43,4%. In parallelo, ISTAT e SVIMEZ descrivono un Mezzogiorno che continua a perdere giovani verso il Centro-Nord e l’estero, anche quando l’occupazione cresce, perché non sempre i lavori disponibili sono sufficientemente qualificati, stabili o remunerativi.
Il paradosso è proprio questo: Apricena appare un comune vivo, con progettualità pubbliche, iniziative culturali, avvisi per eventi estivi, percorsi di partecipazione come il bilancio partecipativo e servizi ambientali che puntano a migliorare la qualità urbana. Ma la virtuosità amministrativa, da sola, non basta a invertire una corrente più profonda.
Lo spopolamento non è solo un numero: è una casa che resta vuota, un appartamento ereditato che nessuno abita più, una famiglia che si divide tra chi resta e chi parte. Apricena continua a muoversi, investire, organizzare, progettare, ma la sfida decisiva sarà trattenere persone prima ancora che risorse: lavoro stabile, servizi, mobilità, scuola, rigenerazione urbana e una nuova attrattività abitativa.
Perché un paese può anche essere virtuoso, però… senza abitanti, rischia di diventare efficiente nel vuoto.
vdm




